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L’interno

La disposizione interna della chiesa si presenta costituita da due navate: una centrale più ampia e di maggiore altezza, ed una laterale posta a levante, mentre il vano di ponente, corrispondente alla primitiva chiesa, adibito a sacrestia, si sviluppa come corpo aggiunto non identificabile dall’esterno.
Le tre sezioni si articolano visivamente in un unico ambiente e la loro divisione è più ideale che reale. Quella che individua le due navate è determinata dalla presenza di un pilastro centrale cruciforme sul quale insistono quattro arcate che, dipartendosi da quello, si sviluppano a tutto sesto per ricadere sulle pareti estreme dell’edificio dalle quali emergono altrettante paraste che, messe in corrispondenza del pilastro, completano idealmente le strutture di sostegno.
La navata maggiore è suddivisa in due parti: l’aula e la sezione absidale, coperte entrambe da due cupole in asse: la prima a pianta dodecagonale, sormontata da un lucernaio; la seconda a pianta circolare.
Ciascuna di esse poggia su di un tamburo sul quale si aprono rispettivamente tre e quattro finestre.
La sezione absidale si distende in un continuum planimetrico con l’aula. È determinata unicamente dalle arcate, dal pilastro centrale, dalle rispettive paraste e dalle alzate sulle quali è collocato l’altare, realizzato in pietra locale.
Sulla parete di fondo, a coronamento della sacra mensa, trova posto un apparato scenico di stile barocco che, realizzato nel 1896, si presenta distinto in due ordini. Quello inferiore ha lo spazio scandito da quattro colonnine in forma di paraste a sostegno di un pronunciato architrave che, con trabeazione rettilinea ai fianchi, si inarca, nella zona centrale, seguendo l’iter della cornice sottostante che limita un’edicola nella quale trovano posto, alternativamente, la statua di S. Stefano, patrono dell’Arciconfraternita, per la maggior parte dell’anno, e una croce lignea nel periodo quaresimale.
Nella sezione superiore e in sintonia col parato inferiore, si eleva un elegante fastigio che racchiude, nella sua zona centrale, una pregevole tela centinata del sec. XVII raffigurante S. Marco evangelista. Completa il tutto un secondo architrave arcuato che si raccorda con quello sottostante mediante volute che terminano con due eleganti acroteri e sul quale svetta il simbolo confraternale.
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La navata laterale, invece, ha copertura a volta, è molto più piccola della precedente ed è delimitata da quella, a ponente, e dalla parete esterna dell’edificio, a levante. Su questa si apre un vano cappellato che, dotato di altare, si arricchisce della splendida statua della Vergine Addolorata.
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Sulla restante porzione di parete che, dal vano cappellato si raccorda alla facciata, trova posto un terzo antico altare, in pietra locale e di più antica fattura, dedicato in origine a San Donato, protettore dell'Ordine Teutonico.
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La terza porzione della chiesa è quella adibita a sacrestia che, costituendo la parte più antica dell'intera struttura, conserva l'originaria copertura a crociera, ricevendo luce e aria da una finestra che si apre nella sua parete meridionale.

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- Testo a cura del prof. Nino Del Rosso.
- Foto a cura del dott. Franco Stanzione.
N.B. - Tutte le foto sono proprietà esclusiva dell'autore dott. Franco Stanzione ed è vietato riprodurle senza il suo consenso e/o omettendo di citarne la fonte.

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